Elettrochimica e Acqua Attivata

L’Elettrochimica è la parte della scienza che opera nelle relazioni tra corrente elettrica, o voltaggio, e reazioni chimiche, e della mutua conversione di energia chimica ed elettrica.

La tecnologia dell’Acqua Elettrolizzata (EW) è basata su una nuova, precedentemente sconosciuta, legge di cambiamenti anomali di reazione e capacità catalitiche di soluzioni acquose sottoposte a trattamenti elettrochimici unipolari (sia anodici sia catodici). EW è necessariamente associata con alterazioni della propria composizione chimica, acidità e (o) alcalinità all’interno di una vasta gamma.

Per questo l’utilizzo di EW rende possibile:

  • Escludere dai processi tecnologici di routine la regolazione delle soluzioni con costosi reagenti;
  • Migliorare la qualità delle sostanze trattate;
  • Ridurre numero e durata dei processi tecnologici;
  • Diminuirne l’incidenza sul lavoro;
  • Facilitare e semplificare la depurazione di acqua e reflui.

Diversamente dalle ben conosciute reazioni elettrochimiche, nel processo di attivazione elettrochimica le sostanze iniziali sono diluite in salamoia e acqua. Gli eventuali prodotti EW non sono un concentrato di sostanze chimiche ma soluzioni (Anolyte e Catholyte) attivate: liquidi a bassa mineralizzazione in una condizione metastabile, che manifestano un aumento dell’attività chimica. La sintesi delle soluzioni attivate elettrochimicamente è possibile solo quando l’esposizione elettrochimica unipolare è combinata con il trattamento di quanti più possibile micro volume di liquidi in un campo ad alto voltaggio di un doppio strato elettrico vicino alla superficie dell’elettrodo.

Queste condizioni di produzione di soluzioni attivate possono essere ottenute solo in speciali celle diaframmatiche (rotonde o quadrate), che sono l’elemento chiave di ogni unità Envirolyte o ECO.

Principio operativo di Envirolyte

 Le soluzioni EW prodotte nelle unità Envirolyte (Anolyte e Catholyte) scorrono attraverso canali e camere e sono separate dalle membrane. Questo processo brevettato permette una più omogenea distribuzione dell’elettrolito (salamoia) all’interno del volume delle camere e riduce il rischio di aree di ristagno quando i flussi dell’elettrolita sono alti. La fabbricazione delle celle diaframmatiche consente anche un’evacuazione altamente efficace dei prodotti delle reazioni elettrochimiche e chimiche dalle camere.

La cella brevetta Envirolyte

Un progetto unico per un processo unico

Al cuore del processo ci sono le celle diaframmatiche brevettate, progettate utilizzando tecnologia innovativa e unica per rilasciare efficacemente soluzioni attivate elettrochimicamente (Anolyte e Catholyte) utilizzando una soluzione di cloruro di sodio NaCl all’1-4% come materiale di partenza.

Diversamente da altre celle elettrolitiche, un diaframma separa le soluzioni di Anolyte e Catholyte che sono generate rispettivamente nella camera anodica e catodica della cella. In questo modo si previene la miscelazione e l’interazione delle due correnti, che porterebbe al formarsi di una semplice soluzione di ipoclorito di sodio, come solitamente avviene nelle celle elettrolitiche normalmente in commercio in questo momento.

 Le celle Envirolyte sono  fabbricate con un capacità produttiva di Anolyte che spazia tra 20 e 1200 litri/ora di soluzione da una singola cella. La combinazione delle celle permette la realizzazione di generatori Envirolyte di capacità sino a 6000 litri ora.

Le prestazioni della cella elettrolitica

In aggiunta alla principale reazione elettro-chimica che ha luogo agli elettrodi, l’elevata densità del campo elettrico sulla superficie dell’elettrodo imprime un grado di metastabilità elettrica all’acqua e ai sali disciolti, aumentandone il valore ORP nelle due correnti rispettivamente di +1200 mV e -800mV.

In questa condizione metastabile è stato verificato che le soluzioni restano fino a 72 ore e anche più dopo il trattamento, mantenendo una reattività e un’attività chimica intrinsecamente più elevate per questo periodo di tempo e anche più a lungo (quando le soluzioni attivate sono conservate correttamente rimangono sporicide fino a 6 mesi e ancora biocide fino a 18 mesi).

L’aumentato ORP migliora la solubilità, la dispersione e le proprietà reattive dell’acqua e dei sali disciolti in essa in misura marcata ed è un indicatore significativo del potenziale biocida.

Le proprietà di queste soluzioni dipendo dalle caratteristiche della fornitura elettrica e dalla composizione chimica delle soluzioni trattate. Il livello di pH delle soluzioni sintetizzate è controllato nella fascia pH 2.0-13.0, ma è regolabile e può essere stabilito per parametri specifici.